|
Per molti l'espressione "file CGM" è sinonimo di polilinee e scarsa qualità: nella maggior parte dei casi, però, è soltanto questione di quale versione CGM si è utilizzata.
Lo standard di formato CGM (computer graphics metafile), definito in ISO/IEC 8632:1992, nasce nel 1987 e da allora è stato ampliato più volte. La versione attuale è stata pubblicata nel 2000 con la denominazione ISO 8632:1999. Sono disponibili, dunque, varie versioni di CGM, che possono influenzare in maniera decisiva il livello qualitativo raggiungibile.
Le versioni CGM sono complessivamente quattro: la 1, la 2, la 3 e la 4. Talvolta si parla anche di "livelli", ma è più corretto chiamarle "versioni". Tutte sono compatibili verso l'alto, cioè un file versione 1 è pure un file versione 2, un file versione 2 è ugualmente un file versione 3 ed un file versione 3 è anche un file versione 4. Di seguito si descrivono le differenze sostanziali delle singole versioni CGM.
Versione 1 Questa versione definisce gli elementi grafici fondamentali più semplici e le loro caratteristiche. Ne sono un esempio linee, ellissi, cerchi, rettangoli ed elementi di testo. Non viene definita nessuna curva (ad esempio, le curve di Bézier) e non è presente un'efficiente compressione raster.
Si consiglia di utilizzare questa versione soltanto in assenza di altre possibilità. Se si salvano illustrazioni di alta qualità in un file CGM versione 1, tutte le curve di Bézier vengono trasformate in polilinee. È molto probabile che anche gli elementi di testo perdano a livello di precisione.
Versione 2 Si è trattato di una rielaborazione minima, con l'aggiunta soltanto di segmenti e di alcuni particolari, per la maggior parte non utilizzati nella pratica.
Versione 3 Con la versione 3 è stata introdotta tutta una serie di elementi nuovi, di cui per le illustrazioni tecniche risultano particolarmente significativi le definizioni delle curve, il miglioramento degli elementi di testo, le definizioni delle linee ed i campi tiled raster, compresi gli schemi di compressione. Attualmente la versione CGM n° 3 costituisce la versione di riferimento per le illustrazioni di livello qualitativo elevato.
Versione 4 Questa versione non definisce nessun nuovo attributo od elemento grafico, ma introduce il concetto di "strutture applicative" (Application Structures), che consente di salvare in un file CGM informazioni non grafiche. Lo standard definisce la sintassi delle strutture applicative, ma non la loro semantica, che viene definita solitamente in un profilo.
Le strutture applicative si utilizzano per identificare gli oggetti in un file CGM e per stabilire una correlazione tra questi ed attributi aggiuntivi. Si può trattare di hot spot, nomi, link, screen tip o attributi. Delle versioni CGM in uso, quella che viene consigliata più spesso è la 4. Oltre alla qualità grafica della versione 3, consente la definizione di oggetti grafici e di altri dati non grafici, utilizzati per strutturare il file e renderlo più ricco e complesso.
Conclusione Le differenze qualitative tra i file CGM versione 1 e versione 3 o 4 possono essere notevoli. Soprattutto quando si utilizzano curve, testi di precisione e proporzioni raster, è opportuno salvare il file nella versione 3 o 4. Una volta salvato un file nella versione 1, non è praticamente possibile ottenere di nuovo la qualità della versione 3.
In qualsiasi momento, invece, potete eventualmente convertire un file versione 3 o 4 in un file versione 1. La versione 4 risulta anche di grande utilità se desiderate lavorare in modo CGM naturale, possibilità offerta da IsoDraw. In questo modo si possono salvare nel file CGM determinate impostazioni, come le penne, le denominazioni dei colori o altre preferenze, semplificando enormemente le operazioni di editing.
|